Dipartimento di<br /> Ingegneria Civile, Edile e Ambientale<br /> dell'Università degli Studi di Napoli Federico II

Dipartimento di
Ingegneria Civile, Edile e Ambientale
dell'Università degli Studi di Napoli Federico II

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  • Dicea
    Servizi al territorio
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    Spin off


Le imprese spin-off della ricerca rappresentano iniziative imprenditoriali nate per gemmazione da ambienti accademici o da istituzioni di ricerca.
Tali imprese nascono per iniziativa di un gruppo di ricercatori, professori e/o neo-laureati che si distaccano dall’organizzazione di cui fanno parte per avviare un’attività imprenditoriale indipendente, finalizzata allo sfruttamento di competenze ed attività di ricerca maturate all’interno dell’organizzazione, con la quale nella maggior parte dei casi s’intrattengono stretti rapporti di collaborazione.
Gli spin-off accademici/universitari rappresentano uno strumento fondamentale per il trasferimento sul mercato di tecnologie e competenze e per lo sviluppo di imprese in grado di competere nei settori a più alto valore aggiunto.
  
Terre Leggere, Spin off del Dicea, è una società erogatrice di lavorazioni, prodotti e servizi avanzati nel campo delle opere e delle lavorazioni geotecniche. In particolare fornisce soluzioni impiegando prodotti e tecnologie innovativi di produzione propria o di terze parti. La società segue la filiera completa dalla consulenza alla progettazione, alla produzione, alla messa in opera e al controllo dell’esecuzione; in definitiva essa non fornisce semplicemente prodotti e tecnologie innovative ma mette a disposizione del mercato le competenze tecniche e scientifiche indispensabili ad un loro corretto e proficuo utilizzo. Le principali tecnologie che lo spin-off sviluppa nella logica di filiera descritta, consistono in miscele di leganti, inerti e schiumogeni aventi proprietà reologiche funzionali a varie applicazioni e tali da consentirne una posa in opera semplice ed efficiente per diffusione o spandimento causato dalla sola gravità, cioè senza il supporto di macchine compattatrici, in quanto il materiale è direttamente preparato in cantiere con macchine miscelatrici. Queste miscele possono essere suddivise in: terre alleggerite, cementi/malte/calcestruzzi cellulari, miscele per intasamento.
 Le terre trattate ed alleggerite (Lightweight Treated Soils LWTS) sono materiali simili ai più noti calcestruzzi cellulari e si ottengono mescolando materiali argillosi o limosi con elevato contenuto d’acqua con schiume ottenute da tensioattivi ed acqua e leganti cementizi. Il risultato è una massa semiliquida di elevata lavorabilità che a presa avvenuta dà luogo ad un materiale solido di elevata porosità, notevole leggerezza ed elevata resistenza al taglio. Queste caratteristiche rendono i LWTS dei materiali ideali per la realizzazione di rinterri alle spalle di opere di sostegno; essi danno luogo infatti a spinte ridotte e permettono di ottenere elevate rigidezze senza la necessità di compattazione meccanica. È inoltre significativo che la tecnologia dei LWTS permetta di riutilizzare i materiali di scavo anche in presenza di terreni argillosi o limosi di scadenti caratteristiche meccaniche che altrimenti andrebbero destinati a rifiuto in apposite cave. Ciò rende tali materiali adatti anche, e forse soprattutto, alle costruzioni di terra (di tipo stradale, ferroviario,…) specialmente in quei casi in cui i terreni scavati sono insufficienti per quantità e qualità alla formazione dei rilevati previsti in progetto. In tali casi non solo la frazione più fine può essere utilizzata, addizionata con schiumogeni e cemento, ma può essere accresciuta volumetricamente (almeno in certi limiti) fino ad ottenere la quantità necessaria alla costruzione, evitando appunto i costi di trasporto a rifiuto, discarica ed approvvigionamento di nuovo materiale da mettere in opera (non si trascurino a questo proposito i benefici ambientali oltre quelli puramente finanziari). Inoltre la leggerezza di questo materiale rende i rilevati così realizzati particolarmente adatti ai siti in frana, dove la limitazione dei sovraccarichi consente di non aggravare le condizioni di stabilità globale del pendio e/o su argille molli, dove si pongono evidenti problemi di carico limite della fondazione.
 I cementi/malte/calcestruzzi cellulari sono materiali ottenuti impastando boiacca di cemento, eventualmente inerti (naturali od artificiali, come ad esempio il polistirolo riciclato) con agenti  schiumogeni di diversa natura. Le caratteristiche meccaniche del materiale (e.g. porosità, permeabilità, resistenza meccanica, duttilità, rigidezza, etc.) possono essere ampiamente variate intervenendo sia sui componenti impiegati sia sulle modalità di preparazione e di messa in opera. I calcestruzzi cellulari sono utilizzati in edilizia in applicazioni che ne sfruttano le proprietà isolanti termoacustiche e la leggerezza. L’impiego nell’ambito delle opere geotecniche è alquanto limitato in Italia, ma numerosissime sono le possibili applicazioni a partire dal riempimento delle cavità, che è operazione piuttosto frequente nella Campania occidentale; infatti grazie alla resistenza ed alla leggerezza del calcestruzzo cellulare è possibile assicurare un idoneo sostegno alle pareti del cavo, senza appesantire oltre misura il piano di posa e quindi senza indurre cedimenti nocivi ai fabbricati limitrofi. L’aggiunta di inerte a base di polistirolo, possibilmente riciclato, conferisce al materiale elevata duttilità rendendolo idoneo a tutte quelle applicazioni in cui è richiesto questo requisito (ogni qual volta cioè siano attese rilevanti deformazioni, paragonabili a quelle dei terreni circostanti). Particolari lavorazioni consentono di ottenere calcestruzzi leggeri a poro aperto, di elevatissima permeabilità e buone caratteristiche meccaniche. Tale materiale può essere utilizzato per il riempimento di trincee ed aste drenanti (la miscela fluida sostiene le pareti dello scavo come un fango polimerico) e per realizzare barriere capillari alla base dei rilevati.
Le miscele di bassa viscosità a base di boiacca di cemento e schiumogeni consentono l’intasamento delle fratture aperte o beanti degli ammassi rocciosi ed il getto di chiodi e tiranti. In entrambi i casi  la miscela deve essere realizzata con proprietà reologiche adatte a tali applicazioni, cioè con una viscosità iniziale piuttosto bassa in modo che, opportunamente iniettata, possa permeare la roccia fratturata; inoltre, addizionata con agenti anti-ritiro, a presa avvenuta aderisce ai lembi delle fratture, cementandole; infine la sua elevata permeabilità consente di non alterare la circolazione dell’acqua nel costone roccioso, fenomeno che potrebbe incidere negativamente sulla stabilità.
Le miscele impermeabilizzanti o semi-impermeabilizzanti possono essere utilizzate per i trattamenti superficiali di versante. A tal fine si svilupperanno e realizzeranno tecniche di intervento a basso impatto ambientale, quali: piantumazione di essenze vegetali, con tecniche di idrosemina o affini, per il rinforzo delle coltri superficiali dei versanti e la regolazione dell’infiltrazione di acqua nel sottosuolo.